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Gli Obblighi comportamentali degli Intermediari – 4. Il Conflitto di Interessi

Tra gli obblighi comportamentali vi è quello di prevenire ed evitare situazioni di conflitto d’interessi in capo all’intermediario. Ciò è particolarmente importante proprio in quanto, solitamente, il Cliente ha già sottoscritto con l’intermediario un contratto quadro o comunque un servizio di consulenza.

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Gli Obblighi comportamentali degli Intermediari – 1. Principi Applicativi

Come noto, nelle relazioni con la clientela, il “il primo e fondamentale dovere dell’intermediario diligente, corretto e professionale, è quello di proporre un prodotto adeguato alle esigenze (Tribunale di Milano, sez. IV, 19 aprile 2011, n. 5443).

Infatti, l’intermediario diligente – specialmente nell’ambito della proposta di prodotti di natura derivata – ha l’obbligo di “illustrare al cliente i rischi relativi allo specifico prodotto, ovvero:

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L’importanza del Contratto quadro o “Master Agreement” nei servizi di investimento

L’art. 23 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (meglio noto come Testo Unico Finanziario T.U.F.) impone, che “i contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento … sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti … Nei casi di inosservanza della forma prescritta, il contratto è nullo”.

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Perché è fondamentalmente sbagliato sottoscrivere un finanziamento a tasso variabile e contestualmente un Interest Rate Swap

Sovente ci si imbatte in contratti derivati di Swap su tassi di interesse, conclusi contestualmente ad una operazione di finanziamento (mutuo, leasing ecc…) a tasso variabile.

Questa pratica è assolutamente discutibile, in quanto non risulta, dal punto di vista del Cliente, giustificata da un interesse economico utile.

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Il Mark to Market in corso di rapporto

Sinora abbiamo analizzato l’importanza del MtM al momento della stipula. Tuttavia è necessario soggiungere che la rilevanza del MtM (o più correttamente la rilevanza del modello di pricing da utilizzarsi), sempre con riferimento all’oggetto della prestazione contrattuale, interviene anche in un momento successivo alla genesi del rapporto. Nella maggior parte dei contratti, tuttavia verificano due fattispecie:

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L’oggetto del contratto di Swap non è il Mark to Market, ma uno scambio di differenziali

In alcune pronunzie dei tribunali di merito è stata confutata l’essenzialità del Mark to Market nell’ambito dell’oggetto contrattuale, sul fondamento che effettivo oggetto della prestazione sia lo scambio dei differenziali, tale per cui sarebbe sempre possibile stabilire con precisione quanto una parte debba all’altra; sovente si legge che il Mark to Market, peraltro, non ha alcuna influenza al momento della stipula, essendo un elemento successivo ed eventuale solo in caso di anticipata estinzione del prodotto.

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La definizione del MtM

Ormai sempre più frequentemente si sente parlare, nell’ambito dei contratti derivati ed in particolare dei contratti di Interest Rate Swap, del Mark to Market (MtM) quale elemento essenziale dell’oggetto o della causa del contratto.

Ma che cos’è realmente il Mark to Market, e perché è così importante nell’economia di un contratto derivato, sia nella sua fase genetica che durante la sua esecuzione?

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